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VALUTAZIONE
DEL RISCHIO DA AGENTI CHIMICI E CANCEROGENI
(POLVERI DI LEGNO DURO D.LGS 66/2000)
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. La
misurazione degli agenti cancerogeni è uno strumento per valutare
l’efficienza delle misure di prevenzione, e soprattutto degli impianti di
aspirazione localizzata. L’art.
62 del D.lgs. 626/94 prescrive che l’esposizione sia tenuta al valore più
basso tecnicamente fattibile e comunque inferiore a 5 mg/m3 su un periodo di
riferimento di 8 ore. L’art.
64 prevede che il datore di lavoro esegua misurazioni delle polveri di legno
per verificare l’efficacia dei provvedimenti applicati. Tali
misurazioni rientrano anche nel processo di valutazione dell’esposizione e
possono essere utilizzate ai fini della valutazione del rischio prevista
dall’art. 63. La verifica di
conformità (misurazione degli agenti cancerogeni) si attua tramite una
misurazione di esposizione personale degli addetti ed il confronto con un VLE
– valore limite di esposizione. Il valore limite di esposizione professionale
è fissato nell’allegato VIII bis pari a 5 mg/m3
·
Frazione
Inalabile: particelle aerodisperse totali che vengono inalate attraverso il naso e la bocca (diametro aerodinamico fino a 100 μm). ·
Frazione
Toracica: particelle inalate che penetrano oltre la laringe (diametro aerodinamico fino a 10 μm). ·
Frazione
Respirabile: particelle che penetrano nelle vie respiratorie non ciliate (diametro aerodinamico fino a 4 μm) Dal 1 gennaio 2003 le aziende che effettuano lavori comportanti
esposizioni a polveri di legno duro dovranno essere in grado di dimostrare
che l’esposizione dei lavoratori è inferiore a 5 mg/m3. I legni vengono classificati in vari modi In linea generale i “legni
duri” sono rappresentati dalle latifoglie ed i “legni dolci” o teneri, dalle
conifere. Con il D.Lgs. 66/00 vengono prescritti a
carico del datore di lavoro l’adozione di una serie di misure di tutela
(entro il 31/12/2002) in relazione alla presenza di esposizioni professionali
alle polveri di legno duro, fissandone il valore limite a 5 mg/m3. Non essendo possibile la sostituzione l’obiettivo
è: n
limitare
al più basso valore tecnologicamente fattibile l’esposizione dei lavoratori
(al di sotto del 1 mg/m3). n
adottare
soluzioni di bonifica idonee e consolidate tecnicamente (aspirazioni
localizzate) n
Verificare
mediante misurazioni dell’efficienza delle misure adottate. |
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Contatto
referente di tematica : Dott.ssa Maddalena Pelà Biologo
Consulente Ambientale - maddpela@tin.it Tel. 051/520655 |